16 anni e la rivoluzione

C’è questa ragazzina, Greta, che ha quasi 16 anni e due palle così. Il venerdì ha deciso che non va a scuola per protesta. Manifesta fuori dal Parlamento svedese perché vengano adottate misure adeguate contro il cambiamento climatico che minaccia il pianeta. Sui suoi canali invita gli studenti di tutto il mondo a unirsi alla protesta, con l’hashtag FridayForFuture, mappa le iniziative che nascono con la sua spinta.

Qualche giorno fa ha parlato alla conferenza mondiale sul clima a Katowice, con un discorso bellissimo. Parla di come ognuno di noi dovrebbe prendersi la responsabilità delle sue azioni e di come la rivoluzione cominci da ognuno di noi.

A 16 mi innamoravo per la prima volta. E come succede spesso all’innamoramento seguirono catastrofi. Sognavo anch’io la rivoluzione, ma quando a scuola non andavo era per evitare un voto, un compito in classe, un’interrogazione. I miei riferimenti erano più simili a Cenerentola che a Wonder Woman. Per questo sono felice, tanto felice, che Greta esista. Che i suoi sedici anni siano così diversi dai miei e pure i suoi innamoramenti.

Ha ragione lei, la rivoluzione è già cominciata.