Come ti vedi fra dieci anni?

Come mi vedo fra dieci anni? Me l’hanno chiesto ieri durante quello che doveva essere una chiacchierata, che è poi virato in un colloquio. Cerco lavoro, sì, sono un libero professionista.

Come mi vedo fra dieci anni? La mia idea di futuro non va quasi mai molto più in là del qui e dell’ora, arriva al massimo all’estate perché so che andrò in vacanza, o a Natale perché so che lo passerò coi miei.

Quanti passi avrò fatto in dieci anni? La prima cosa che ho pensato e taciuto è che sarò una cinquantenne. Che per la me adolescente che dava del lei ai venticinquenni è come darmi dell’anziana signora. Ho riso.

La seconda cosa che ho pensato e taciuto è che vorrei arrivarci intera ai 50, che questo corpo si assestasse coi suoi dolori, certo, ma che mi lasciasse anche il tempo di sorridere e pensare di più, tipo adesso che concentra le sue sorprese in una settimana d’inferno, ma per il resto mi lascia respirare.

La terza cosa che ho pensato e gridato in silenzio è “come Austin Kleon ma più figa ancora”. Austin è una delle mie ossessioni.

Quello che ho risposto è come un po’ più di adesso. Più ricca, più brava, che quello che sto facendo mi piace. Che se ci aggiungi più sana è la versione lunga di me che la faccio breve.

Ne riparliamo tra dieci anni.