Cosa ha funzionato nel mio 2020

Non è ancora finito, manca poco, ma è tempo di bilanci, lo ha scritto anche Mariachiara Montera qui. Questo che è quasi finito lo definirei un anno balordo, complicato, strano. La parola che uso di più per descrivermi è esaurita nel senso di consumata, aggiungerei anche ansiata ma l’ansia mi accompagna anche in anni non bisestili che è il motivo per cui ho fatto un corso di mindfulness ed è ancora tutto sotto controllo.

È stato un anno di sacrifici, sofferenze, privazioni, paura ma resta, come ricordava Carolina Traverso nelle sue stories, riprendendo le parole di Amalia Ercoli Finzi, che la terra da Marte non è altro che un piccolo punto blu che praticamente non si vede e c’è molto più in noi di quello che non va. Semplicemente eravamo impreparati. Allora voglio pensare a tutto quello che ha funzionato per replicarlo tutte le volte che serve.

Cos’ha funzionato?

Hanno funzionato le relazioni, quelle che avevo coltivato di persona si sono strette intorno a me in questo venti venti e sono diventate:

Ha funzionato il mio libro: c’è sempre qualcuno che mi ringrazia. Così come la newsletter e le liste. C’è chi ha cambiato la sua routine e legge poesie prima di mettersi a tavola, chi usa le mie liste per ripensarsi, chi ha ricominciato a scrivere perché nel mio libro ha trovato spunti utilissimi e si è rinnamorato delle parole.

Ha funzionato rendere la scrivania uno spazio digitale e analogico, mi serviva proprio fare disordine e riprendere in mano carta e forbice, così sono nate le #sciancazine.

Ha funzionato tra me e il marito mantenere ognuno i propri ritmi e orari anche in casa, ognuno mangia quando ha fame, fa le pause quando gli va.

Ha funzionato cucinare la domenica per tutta la settimana, non spreco cibo e organizzo velocemente spesa e pranzo e cena per due, senza impazzire.

Ha funzionato comprare libri e consolarmi così.

Ha funzionato rallentare. La cosa buona, credo l’unica, decisamente l’unica, di avere l’endometriosi è che non ti lascia scampo: quando arriva arriva, coi dolori. Così il tempo del lavoro te lo ritagli. E in quei momenti fai tutto quello che hai trascurato prima, mentre soffrire come un cane. Quindi rallento ma poi corro, mi fermo ma poi recupero, funziona. Quest’anno ho ripreso a prendere molti antidolorifici, lo stress ahimè non aiuta.

Ha funzionato non costringermi a seguire ogni cosa bella proposta in rete e non lasciarmi prendere dalla FOMO. Ho fatto del mio meglio per prendermi cura di me, that’s it.

Ha funzionato leggere giornali e riviste per ovviare alla mancanza dei musei, della città, dell’arte.

Ha funzionato il mio compleanno: cena, regali, pensieri delivery sono arrivati comunque. Chi ti vuole bene sa raggiungerti sempre.

Ha funzionato andare a letto presto quando ero stanca. Sono una morning person solo quando non sono al massimo della forma – devo ancora rassegnarmici, ma vabbè.

Ha funzionato camminare, muovermi, fare yoga quasi tutti i giorni: se non mi muovo non ragiono. Le parole arrivano col movimento. La pace e il sonno pure.

Hanno funzionato le calze a compressione graduata lì dove la mia circolazione non funziona più. Tra l’altro si rompono meno dei collant normali.

Ha funzionato la lista dei sogni e quella degli obiettivi, la faccio da due anni, d’estate e poi succede o ci si avvicina molto. Mi aiuta a tirare il fiato quando l’universo sembra remarmi contro.

Ha funzionato urlarsi addosso, perché quando non ce la fai più è inutile tenersi tutto dentro che poi da qualche parte si fa spazio comunque.

Ha funzionato condividere un’idea e lavorare alle liste insieme tutti sullo stesso file (mi aspetto che funzionino ancora di più nel 2021, stay tuned)

Ha funzionato mandare una newsletter al mese in un anno il tasso medio di apertura è del 60,7%. Ha funzionato fidarmi di me, di come scrivo, delle mie idee.

Ha funzionato il mese della gratitudine. Dire grazie è una delle cose più fighe del mondo.

Ha funzionato ascoltare i podcast mentre cammino. Mi perdo via, è bellissimo.

Ha funzionato programmare tutte le visite mediche, alcune me le hanno spostate, ma non ho rincorso le cure e direi che quest’anno, in Lombardia, è un grande traguardo.

Ha funzionato la beneficenza nel senso che volevo farla qua e là, l’ho programmata e non mi sono risparmiata, dove ho potuto ho aiutato.

Ha funzionato il venerdì sera aperitivo e schifezze.

Ha funzionato la serata cinema, luci spente, divano e film scelto da me così il marito può dire che non gli è piaciuto.

Ha funzionato spalmarmi di creme anti invecchiamento per sentirmi senza rughe nonostante le rughe.

Ha funzionato leggere le newsletter a cui sono iscritta, poche, e iscrivermi ad altre che voglio leggere, recuperando le letture in un unico giorno.

Ha funzionato l’università anche se l’aula era virtuale.

Ha funzionato non rispondere al telefono quando non ne avevo voglia.

Ha funzionato riprendere la bicicletta nonostante la paura di cadere di nuovo e riprendere a correre nonostante la paura di altre distorsioni alla caviglia. Ha funzionato il nonostante la paura.

Ha funzionato inventarmi cose nuove per attirare l’attenzione di mia nipote treenne in video chiamata, sono ancora una che ha fatto teatro e inventa cose.