Cose che succedono quando scegli il tuo logo

Hai presente l’indecisione? Ero indecisa sul “mi serve o non mi serve un logo”? Dopo non so quanto pensarci ho deciso che sì, mi serviva. Per darmi un tono e una divisa.

Ero indecisa sul: “chi me lo fa”? Dopo non so quanto pensarci, tra uno sconosciuto e un amico, ho scelto l’amico. Si chiama Stefano Lionetti, per me è ‘Ste.  Perché un amico? Parliamone.

Un logo è una cosa davvero personale. Rispondi a un sacco di domande su come lo vuoi e perché lo vuoi, su come ti deve far sentire e come deve far sentire chi lo guarda, su chi sei tu e chi sono loro, i tuoi clienti.

Un logo sei tu, formato logo. Un segnetto. Tu.
Che dimensioni vuoi avere? Che forme? Che stile? Quali colori?
Ho scelto l’amico. Perché i non detti mi piacciono, mi piacciono i sospesi, il non verbale, le cose tra parentesi, quello che si vede anche se non vuoi. Gli amici sanno metterci dei vestiti belli ai pensieri che stanno tra le parole, perché con gli amici ci si prende a pelle, si legge fra le righe, ci si capisce senza parlare.

Poi m’è presa l’indecisione fra due prototipi. Ho chiesto in giro: “quale ti piace?”. E ho fatto comunque di testa mia. Ho seguito i miei pensieri, le mie (in)spirazioni, le mie curve, i miei colori, il mio bisogno di, i sorrisi.

E sono uscita io, formato logo. Formato esse, formato verde, formato curve. Io che per lo più scrivo, poi faccio anche altro. Io che prima ti leggo, poi ti scrivo (cit.). Ora l’indecisione la lascio a te, che io ho scelto il mio logo.

[e già che c’ero l’ho cambiato anche qui]