Esperimenti di lettura

Dico che non ho mai tempo. Enrica ha fatto un bel video sul tema del non avere tempo e ci ha scritto anche un post. Dico che non ho mai tempo per leggere e di solito recupero d’estate. Ma quando mi riduco a leggere un libro dietro l’altro d’estate mi prende il magone e mi chiedo perché abbia aspettato così tanto a fare una cosa che mi piace. Mi piace proprio. Tanto anche. Cos’ho fatto tutto l’inverno?

In generale ho sempre letto di più d’estate. Era quando chiudevano le scuole che andavo nella mia libreria preferita e giravo per gli scaffali a scegliere i romanzi che mi avrebbero accompagnato al mare. L’estate è un libro dopo l’altro, una storia spalmata insieme alla crema solare. L’inverno è più da manuali, le mie letture sono legate al web, alle cose tecniche, al lavoro, al non ho tempo.

Succede allora che guardando un altro video, su instagram stavolta, il riassunto è qui, Machedavvero dice una cosa che mi colpisce: parla di tempo del fare e tempo dell’avere. Passo tutto il giorno a rimuginarci su. E finisce che, guarda un po’, sto per cazzeggiare e mi dico no, adesso comincio un bel libro e così ho fatto.

Da gennaio ho letto quattro libri. Tante pagine, tanti appunti, tanta gioia, tante atmosfere, qualche lacrimuccia, anche un po’ di fastidio. Ho letto. È inverno e ho letto, non solo manualistica. Forse è per questo che a inizio marzo ha nevicato :).

Ho guardato solo al tempo del fare e ho smesso di dire che “non ho tempo”. Non mi riesce sempre. Instagram e i suoi video rubano la mia curiosità. Ma mi piace provarci e mi piace l’idea di arrivare alla fine dell’anno con un bel bagaglio di pagine lette, sottolineate, assorbite anche d’inverno.

Carico il kindle una volta a settimana e lo porto dappertutto proprio come faccio col telefono. In bagno, a letto, in metro, via per il weekend, dove vado io viene anche lui.

La carta mi piace, ma pesa. Allora scelgo di comprare i libri su cui studio di carta, quelli da svago sul kindle, non è una regola ferrea, ma quasi. Quando mi manca il profumo di carta vado in libreria ad annusare in giro e a toccacciare un po’.

Per non perdere traccia di quello che ho letto, visto che un’altra cosa che faccio, è dimenticarmi le cose belle e aggrapparmi a quelle brutte, ho pensato di fotografare una copertina alla volta e di postarla su instagram. Magari con una frase che ho sottolineato a commento.