Falla una lista 25 aprile edition

Ho molte manie come le liste, Austin Kleon, la scrittura, il 25 aprile. Ho pensato tanto cosa potevo fare per gli altri in questa quarantena e, alla fine, ho pensato di fare quello che so fare meglio, ma insieme: scrivere.

Fare le liste è una mania che aveva anche Umberto Eco che ha scritto un libro che si intitola Vertigine della lista che racconta di come le liste siano dappertutto. Lui cita quadri, elenchi, collezioni, inventari, letteratura. 

Per cominciare ho dato appuntamento a tutti su Skype per la mia prima live con più di due persone. Dopo pochi secondi ero rossa come un peperone per l’emozione. Poi ero pixellata, perché la mia connessione fa schifo, ora lo so.

Per l’occasione mi sono anche vestita per bene e truccata. La sera ho dovuto struccarmi. STRUCCARMI. Forse struccarmi vale come effetto della quarantena.

Torniamo all’appuntamento con le liste del 25 aprile. Quello che serviva per partecipare oltre a skype era:

Ci tenevo a chiudere in bellezza cantando tutti insieme Bella ciao per festeggiare così il 25 aprile. Per restare a tema ho cominciato leggendo questo brano tratto da Il grande libro delle amache di Michele Serra (dentro c’è anche una lista):

25 aprile Gli occhi di Irma Bandiera (Mimma) furono spenti dalle torture dei nazisti nell’agosto del 1944. La accecarono perché non voleva rivelare i nomi dei suoi compagni. Poi la uccisero e lasciarono il suo corpo in strada, perché la gente vedesse che fine fanno i partigiani. Aveva ventinove anni: rispetto alla media dei partigiani italiani, nemmeno pochi. Ora gli occhi di Irma brillano intatti, restituiti al suo volto di giovane donna, dipinti di fresco sul muro di una scuola della sua città, Bologna. Un grande murale colorato: bello, vivo, potente. Chi si trovasse oggi da quelle parti passi da via Turati 84, se ne ha il tempo, a salutare Irma. Anche in automobile, basta un attimo, basta uno sguardo di gratitudine e di amicizia. Ovunque voi siate cercate un piccolo segno, un piccolo posto dove celebrare i nostri liberi avi, morti ragazzi. Non è indispensabile – anche se è bello – sfilare in corteo. Nei cortei troppo spesso le beghe di cronaca rubano la scena alla ragione dei vincitori di allora, che fu una ragione larga, una ragione generosa. Per un momento di memoria vera bastano anche il fiore deposto, il gesto grato, lo scorcio di muro, la fotografia, il portone, la lapide, il cippo, la breve sosta silenziosa. Basta un minuto per sentire che oggi è il 25 Aprile.

Antifascista: ecco una cosa che sono stato, nella mia vita professionale, nella mia scrittura, nei miei sentimenti profondi, dal primo all’ultimo minuto.

Ho continuato ispirandomi a Kleon di cui ho tutti i libri, in inglese e in italiano, pieni di orecchie dappertutto. Di Kleon leggo ogni settimana la newsletter, lo seguo su instagram, twitter, praticamente sono la sua stalker. Ho pensato che la sua fissa per le zine faceva bene il paio con la mia fissa della scrittura come movimento e corpo.

Per accendere il corpo abbiamo costruito una zine. Poi abbiamo scritto 8 liste una per ogni pagina. Ognuno poi era libero di scrivere sulla sua zine o sul suo quaderno.

Le regole per scrivere

Per ogni lista ci siamo dati 3 minuti e una serie di input da rispettare:

Eco ha detto che le liste hanno a che vedere con il senso dell’immensità, dell’inesattezza, con l’indicibile e l’incongruenza. Il bello delle liste è che nessuno potrà mai dirci che fanno schifo o che non funzionano. Allora ho chiesto a tutti i partecipanti di essere immensi, inesatti, indicibili e incongruenti!

Come

Per scegliere i titoli delle liste ho usato un tema, fatto di una sola parola: come. E ho cercato di dare un senso a queste liste perché non si esaurissero nel tempo del workshop ma andassero lontano, cambiassero ogni giorno, diventassero un diario di questi giorni.

Questi i titoli:

  1. Come stai
  2. Come quando  
  3. Come mi ha cambiato il virus  
  4. Come prima (più di prima)
  5. Come vorrei 
  6. Come farò?
  7. Come amo
  8. Come le piante

È finita con una trentina di persone che cantavano tutte fuori sincrono e un brindisi. È stato bello, per trovarne traccia basta seguire l’hashtag #fallaunalista o sbirciare qui.