La responsabilità nell’architettura delle informazioni

Il 25 gennaio ho cominciato un master all’Università IULM dal titolo Architettura dell’Informazione e User Experience Design. Durerà circa un anno. È un bell’impegno per me, sia in termini economici, sia di tempo, ma era un investimento a cui pensavo da un po’. Questo mio lavorare cheek to cheek con gli architetti delle informazioni mi ha spinto a conoscerli più da vicino, a studiare cos’è che li rende speciali e, perché no, magari a far parte di questa categoria di professionisti.

Le prime lezioni le ho fatte con Federico Badaloni che ha scritto un libro in proposito che si chiama Architettura della comunicazione. Progettare i nuovi ecosistemi dell’informazione. Ho preso appunti, ascoltato, ripensato ai lavori che ho fatto, unito un po’ di puntini che stavano lì nella mia testa.

Vorrei tenere traccia dei puntini che unisco su queste pagine con dei brevi post di cui questo è il primo.

Cosa fa un architetto delle informazioni

Magari lo sai già, ma un architetto delle informazioni è una persona che si occupa di come organizzare le informazioni dentro un (eco)sistema o un ambiente informativo.

Quello che ho capito meglio è che un architetto delle informazioni è un professionista che:

Quello che ho capito è che durante il master non andremo a caccia di soluzioni, ma di legami. Legami, persone, relazioni, dialogo. Cercheremo l’uomo.

L’etica dell’architetto delle informazioni

L’architetto delle informazioni si fa carico di emozioni e aspettative non sue. Progetta informazioni che appaiono in più posti, prescinde le cose da come appaiono, ne esplora il significato, crea per più spazi e più tempi.

Quello che progetta si sedimenta e influisce su scelte future altrui, coinvolge la memoria della gente, preserva i suoi dati, risolve problemi, crea fiducia e nuove relazioni, ne definisce la qualità, ne sposta i percorsi.

Siamo architetti del tempo altrui – Federico Badaloni

Disegnare il tempo degli altri è una grande responsabilità. Bisogna tenerlo a mente.

C’è ancora molto che non so dell’America, della vita, di quel che potrebbe riservarci il futuro. Ma conosco me stessa. I miei genitori mi hanno insegnato a riconoscere il valore della nostra storia, della mia storia, all’interno di quella, più grande, del nostro Paese. Anche se non è bella o perfetta. Anche se è più dura di quanto vorresti che fosse. La tua storia è quello che hai, quello che avrai sempre. Non dimenticarlo mai. – Michelle Obama – Becoming. La mia storia

Si deve partire dalla storia. Qualsiasi cosa significhi.