Lista di cose da fermare

Si soffre solo per la resistenza che poniamo alla realtà, l’ha scritto una donna luminosa, Elisabetta, lo fermo qui per ricordarmene sempre.

Mi accorsi subito che per vederti come volevo io era necessario cominciare col chiudere gli occhi, è scritto dentro a In tempo di guerra, ma è tratto da Rayuela e mi ha fatto tornare in mente una cosa che voglio scrivere, lo fermo qui che poi scappa.

Ti penso e certi giorni capita persino che ti conti, non era scritto così, ma la mia mente l’ha letto così, e ho pensato a Rodari e sta bene in questa lista per ricordarmi che gli errori mi portano lontano.

Portare la nostra parte di notte – la nostra parte di aurora – riempire il nostro spazio di felicità il nostro spazio di risentimento – lo scrive Emily Dickinson, su di lei hanno fatto una serie sulla Apple Tv da guardare, e questa poesia voglio trasformarla in un esercizio di scrittura per questo sta qui.

Togli il cappotto sopra il pigiama. Torna a letto ora. Anche sotto le lenzuola porti addosso quella gettata misteriosa che sta sopra le travi del tetto sopra il tetto sopra tutta la casa. Sopra il bosco e l’autostrada e la città e la terra quell’aria sconfinata dove vacilla il pensiero. E si è piccolissima cosa buttata lì. Sotto il cielo. O sopra. Quando non morivo è il titolo di questa poesia di Mariangela Gualtieri, potrebbe essere il mio autoritratto di questi giorni a spasso per il cielo ma rigorosamente a casa. Da fermare qui.