Piccola, non sfigata

Qui si parla del podcast di Guido Piccoli non sfigati. E urge un disclaimer: io amo, ammiro e stimo Ivan ed Enrica come persone e come liberi professionisti o imprenditori, chiamateli come vi pare. Li amo, li ammiro e li stimo pur non avendoci mai lavorato insieme (ma cenato insieme sì). Detto questo torniamo al podcast che si ascolta qui, e com’è nato è raccontato qui. Sono due le puntate che mi hanno scosso di più e che mi hanno fatto dire OMG sono fatta al 90% di Ivan Rachieli! Due che mi hanno fatto ripensare a me e a farne una riflessione ai limiti dell’analisi, lasciandomi con quella sensazione che ehi mamma e papà mi avete danneggiato. Dare la colpa agli altri è così facile. Non devi pensare agli errori che hai fatto tu, lasciatemelo fare giusto il tempo di scrivere questo post.

Lasciatemi puntare il dito per un momento contro chi non ha pensato a darmi un’educazione finanziaria, ma ha creato in me l’ansia da salvadanaio. E mi ha cresciuta con la frase “hai fatto il tuo dovere” e quando quel dovere è diventato un lavoro fatto anche di creatività non l’ha mai considerato tale. Le puntate a cui mi riferisco sono questa sui conti e questa sul pessimismo.

L’ansia da salvadanaio

È andata che vado in uno stato di sbattimento crescente quando non ho soldi messi via, e succede, ma non ho ancora risolto questa cosa perché va di pari passo con le mie spese mediche. Loro aumentano i miei risparmi spariscono e il tutto succede in modo del tutto casuale e inaspettato. Quando penso wow ho messo via un po’ di soldini che brava che sono, salta fuori un nuovo sintomo da indagare che di solito si trasforma in un nuovo malanno a cui star dietro. Un giorno parliamo anche delle malattie croniche o della cronicità della malattia. 

Avessi imparato prima a investire, accantonare, risparmiare avrei uno sguardo più leggero sulla mia economia? Sì. Perché non l’ho fatto? Perché ho sbagliato. Non mi sembrava importante, ho pensato che altri l’avrebbero fatto al posto mio. Non fare il mio errore. Affiancati a un bravo/a commercialista, tieni d’occhio i conti o migliora il tuo rapporto coi soldi.

La creatività è un lavoro?

La faccenda della creatività è complicata. Più complicata dei soldi? Sì. Per tutti quelli che la creatività non è un lavoro. Per tutte le volte che gli ho creduto. Per i giri immensi che ho fatto per rinnegarla, chiuderla a chiave in un cassetto, ignorarla. Per poi tornare sempre lì, in modi diversi, con competenze e abilità nuove. Per tornare a quella cosa che sono brava a fare: usare la creatività e metterla a servizio delle persone, eliminare i blocchi creativi.

Ma prima arranco, rincorro, affondo ne gli altri cosa fanno e poi uso il mio metodo, quello che uso sugli altri, per sbloccare anche me. Smetto di guardarmi in giro, guardo dentro di me e uso la creatività per scrivere, pensare, organizzare, dirigere, insegnare.

Il calzolaio va via con le scarpe rotte

Piccola, non sfigata dovrei tatuarmelo nella testa, ripeterlo in cima alle affermazioni. Dovrei essere meno calzolaio che va via con le scarpe rotte e più lavoriamo insieme perché sarà un bel fare. Niente scuse, che alle volte è più facile nascondersi lì.

C’è dignità nel vendersi e nel vendere bene il proprio lavoro, nel non voler essere come tutti, nell’ammettere gli errori fatti e andare avanti comunque a testa alta, nel capire che ideale e idealizzazione non sono la stessa cosa, nell’avere un obiettivo, ma anche nel non averlo. Quante volte ascoltando Piccoli non sfigati ho commentato è vero!!?

Ci dimentichiamo spesso che ci stiamo facendo, che non siamo nati così, che gli altri ci guardano con gli stessi occhi con cui guardiamo loro e che a volte nemmeno ci vedono. Ci dimentichiamo che non andremo bene per tutti, ma che non è per forza un male. Che non dobbiamo essere bravi e performanti a tutti i costi.

Le pacche sulle spalle

Le pacche sulle spalle aiutano, i successi anche, la soddisfazione dei propri clienti poi… ma la verità vera è che non sentirsi soli è un gran punto di svolta. Perché i problemi in qualche modo cambiano. Noi anche. E ognuno di noi ha il suo modo di venirne fuori.

Però sapere che non ce l’hai solo tu quella stretta allo stomaco, sapere che ne puoi parlare, sapere che mica ti devi vergognare ecco fa di piccoli non sfigati un podcast unico nel suo genere, lo fa essere una spinta a fare meglio, una chiacchiera fra amici, un sfigata lo dici a tua sorella.