Preparare le interviste

Se c’è una cosa che mi piace fare quasi più delle interviste è prepararle. Fare un piccolo timone con gli argomenti da toccare e poi cercare i dettagli, metterli in fila, immaginando percorsi. Mi piace pensare di poterli stravolgere, mi piace l’idea di perdermi fra le parole altrui, lasciarmi tirare, riprendere il filo e lentamente svelare la storia che si nasconde. Mi piace veder crescere l’aspettativa, entrare in punta di piedi, lasciarmi emozionare.

Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande – Charlie Brown

Mi piace che i testi nascano dalle domande che ho fatto, quelle che avevo preparato, quelle che ho scelto sul momento, quelle che sono venute spontanee.

Mi piace domandare e lasciare spazio. Non dare niente per scontato. Lasciar parlare.

Facendo domande, i bambini costruiscono, e gradualmente precisano, la propria immagine del mondo: entità, cause, effetti, relazioni – Nuovoeutile

Ogni domanda persa è un’occasione perduta, lo spiega bene Annamaria Testa qui. Mi piace andare a caccia di occasioni.