Riscoprire l’attenzione

C’è questo articolo su Seth Godin di cui si è parlato tanto. L’avrà poi detto Seth che i social sono strumenti limitati che peraltro non ci rendono felici? Riscoprire l’attenzione vale come regola di vita, non limitatamente al web. Forse abbiamo dimenticato che questo dibattito sui social è aperto da quando i social esistono.

Ti ricordi quando dicevamo che ognuno di noi è un media? Quanto è più facile invece prendersela coi giornali? Con gli altri? Con la gente?

E noi?

Non è forse responsabilità di noi singoli mettere in condivisione le nostre competenze, fare cultura, nel nostro piccolo, per migliorare noi e gli altri?

@jembenton

Stare in rete è una responsabilità: lo è mentre scegliamo cosa condividere, cosa raccontare di noi, cosa commentare. Ci esponiamo a un numero di persone di gran lunga più grande rispetto a quello del bar sotto casa attraverso i contenuti che portiamo e facciamo nostri. Influenziamo anche senza accorgercene chi ci sta intorno. Ci mettiamo la faccia. Veicoliamo messaggi, informazioni che vanno a completare l’idea che la gente si fa di noi già a partire da una foto.

Stare in rete significa fare rete, creare legami, avere e dare fiducia, se fatto con la testa.

Sono le storie che raccontiamo, i contenuti ciò a cui dobbiamo fare attenzione. Perché quelle storie sono i nodi dei legami che creiamo. Sono quello che abbiamo da dire, sono il frutto delle nostre esperienze e delle relazioni che abbiamo instaurato fin qui, sono ciò che siamo, sono anche la nostra memoria. Indicano la direzione in cui vogliamo andare e il posto da cui arriviamo.

Tu che legami vuoi? Invece di scappare dai social ti domandi come stai lì sopra? Come hai scelto di raccontarti? Te lo chiedi mai quando clicchi su pubblica? Te le fai mai queste domande coi clienti?

Mi sembra manchi la voglia di relazionarsi in modo diretto con le persone che comprano quello che fai. Quando deleghi il messaggio di marca a una piattaforma o, peggio, all’influencer di turno, abdichi al ruolo di interazione diretta con le persone che ti scelgono. 

@/Iabicus

Ci pensi mai a come interagisci con le persone che ti scelgono? Quale faccia mostri di te?

Ci piacciono i brand che si schierano perché ci indicano coraggiosamente la relazione che vogliono con noi, ci dicono che ci staranno accanto nei momenti bui, che credono in noi. Come nella vita di coppia ci fidiamo di loro se:

Per me la modernità funziona se è sostenibile altrimenti fagocita e basta. E più di tutto fagocita la mia testa, i miei pensieri, la mia essenza. Fino a distorcere persino l’idea che ho di me. Voglio anch’io

vedere gli altri per quello che sono veramente e cogliere quello che sognano di essere

Seth Godin

Se no è una relazione a senso unico, quindi una non relazione. Scelgo i miei amici, scelgo le persone con cui voglio condividere il mio tempo, a loro chiedo sincerità, autenticità, genuinità indipendentemente dai tempi e i modi con cui ci frequentiamo. Non è detto che siano per sempre. Perché ogni scelta implica responsabilità, fiducia, rispetto, impegno e va rinnovata. La responsabilità, la fiducia, il rispetto, l’impegno hanno un costo, economico, di valore, morale, etico.

Internet è un posto pieno di gente. La gente vuole attenzione. Io anche. Che poi l’attenzione reciproca è la base di una relazione. Puoi prendermi in giro una volta, magari due, ma poi tra noi è finita.