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Camminare un tanto al giorno

325.846 passi che indicativamente fanno 227,65 km, fatti sulle mie gambe tra marzo e aprile. Andare a piedi è uno dei miei antistress preferiti. Stacco dal lavoro, mi alzo dal divano e (s)vago.

A camminare ci vado leggera, porto giusto il cellulare e i fazzoletti di carta, magari un paio di euro se fa molto caldo e mi venisse voglia di bere un po’ d’acqua e non ci fossero fontanelle nei paraggi.

Posso alternare il ritmo della mia camminata, sostare, oziare con la mente, posare gli occhi su piccoli dettagli che altrimenti avrei perso.

Non dipendo dagli orari dei mezzi pubblici o dal traffico, né dalle condizioni meteo. Non mi serve un abbonamento, un look, ma solo gambe buone.

Camminare può provocare eccessi di stanchezza che fanno fantasticare la mente e eccessi di bellezza che fanno vacillare il cuore – Frédéric Gros

Certi scorci camminando si fanno grandi, certi altri si fanno scuri. Ma ogni strada ha improvvisamente un profumo e un colore suo e basta, e pure un ricordo mio e basta.

Talvolta canticchio qualcosa a ritmo, altre volte mi appunto cose nella mente, certe altre mi fermo a fare una fotografia che però non è mai bella come quello che sento. Strano no?

La cosa buffa è che le distanze non mi sembrano più le stesse, paiono tutte più corte, più abbordabili (se hai un paio di scarpe comode), ma i miei amici non la pensano come me e mentre io gli do dei pigri, loro mi danno della matta.

Quando rientro da una lunga camminata spesso mi fanno male le gambe, ma la mano no, allora scrivo.

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