C’è questo libricino di Michele Serra che si intitola la Sinistra e altre parole strane che raccoglie le sue riflessioni sui suoi Corsivi, 900.000 parole a commento di quello che è successo giorno per giorno dal 1992. I corsivi possono essere spiritosi, nostalgici anche cretini, spiega l’autore, a patto che esprimano un’opinione, “hanno l’obbligo di dire qualcosa”.
Scrivere un corsivo è un esercizio semplice che puoi fare quando non sai cosa scrivere. Scrivi qualcosa su cui hai un’opinione, non importa che sia bella o brutta. Michele Serra ricorda di aver scritto un corsivo sulle mucche, pur non sapendo niente di zootecnica, trovando le mucche francesi, libere di stare nei prati molto più in forma di quelle italiane, chiuse nelle stalle.
Tornando al libro, il suo è un libro sulla scrittura prima di essere un libro sulla Sinistra, intesa come una parola strana (!). Si legge veloce e dà il via a tanti pensieri. Come quello
- che spesso per scrivere si deve parlare poco e guardarsi attorno. Sullo stare zitti ne ha scritto con tutt’altra intenzione Alessandra, ma anche lei ha finito per scrivere più post
- che scrivere, scrivere, scrivere deve diventare un’attività quotidiana, come fare la pipì, una cosa da fare senza farsi troppe domande mettendo le parole una in fila all’altra
- che se non hai uno spazio tuo prenditi un pezzo di web e consideralo tuo, lo diceva anche Mafe una vita fa a proposito dei giornalisti
- che la fatica fa parte dello scrivere. Per semplificarti la vita datti un limite di parole da scrivere e non strafare
- che si può scrivere ovunque, al mare, in montagna, al lago, dal letto, basta molto poco per farlo: carta e penna, o una tastiera e una connessione. A volte per cominciare a non perdere le idee basta un registratore. Io per esempio mi mando da sola gli audio messaggi
- che è meglio se prima di scrivere leggi
- che di quello che pensano gli altri te ne devi fregare e che devi restare fedele a te stesso qualsiasi cosa succeda
- che le parole che usi sono comunque frutto di una scelta, ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicarti e tu avrai sempre il terrore di non dire cose abbastanza interessanti
Le opinioni a volte si adattano alle circostanze. Il mio giudizio DEVE tenere conto di di quello che vedo e di quello che mi accade intorno. Prima regola del corsivista, se non vuole incepparsi attorno alle proprie fissazioni, è non essere permeabile agli umori del mondo. Seconda regola: non farsene mai travolgere, dagli umori del mondo – Michele Serra, La Sinistra e altre parole strane
- che devi essere indulgente e onesto con te stesso perché così lo saranno anche i tuoi lettori.
Sai che parole usi?
Le parole sono importanti, mi piace pensare che ognuno di noi sia “vittima” del potere delle parole e allora di tanto in tanto chiediti se le tue parole sono migliori di te, se aggiungono qualcosa a quello che sei, se ti aiutano a dire le cose che senti in modo più chiaro, più propositivo.
Cerca un tuo stile nella scrittura, migliora la forma di ciò che scrivi, sono tutti indizi sulla tua personalità, su chi sei. La gente somiglia alle parole che usa, cerca le tue con attenzione.
Non usare troppe parolacce, quasi mai aggiungono valore. Le parole sono un tentativo di definire le cose che hai davanti agli occhi come stanno e dare un nome anche alla confusione. Immagina di fare un text mining di quello che scrivi: quali parole ti rappresentano? Quali usi di più? In quali ti riconosci e ti aggrappi per sentirti al sicuro?
Si scrive soprattutto per cercare di mettere un poco di ordine nella propria testa, e se si è socievoli anche in quella degli altri – Michele Serra, La Sinistra e altre parole strane
Metticela tutta, ma sappi che “chi cammina prima o dopo inciampa”. Lo stesso succede a chi scrive, sì ci vuole coraggio.
Chi scrive si incammina. Potete non avere mai scritto, ma sicuramente avete camminato, dunque conoscete la disciplina dei passi, del fiato, l’equilibrio da cercare, le articolazioni da sciogliere, i muscoli da temprare, il ritmo interno che il camminatore impara a darsi. Ogni camminatore ha il suo stile – Michele Serra, La Sinistra e altre parole strane
Ogni camminatore talvolta sbaglia scarpe. Per fortuna può sempre comprarne un altro paio.
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