È passato un mese dall’evento Aday18 di Firenze al quale ho partecipato attivamente, tenendo un workshop dal titolo UX+Seo con altri professionisti. Tatiana da brava project manager, ha organizzato una giornata di confronto e apprendimento, con ottimo cibo, tanti collaboratori, visione d’insieme, orecchie per i buoni consigli, tempistiche ben scandite.
Il workshop l’ho tenuto insieme a Daniela Scapoli, Nydia Cuevas e Simone Montanari insieme abbiamo pensato di raccontare gli indispensabili del copywriting e del web design per far felici le persone che ci trovano sui motori accompagnando le slide con un lavoro pratico.
Ma non volevo parlarti del workshop, volevo approfittarne per fissare gli appunti che ho preso alla conferenza del mattino, in particolare quelli che riguardano chi lavora con i contenuti.
- Anche chi si occupa di contenuti è un designer. Ideare, progettare e confrontarsi sono azioni che chi scrive fa di continuo. Non improvvisa niente, non lascia niente al caso, ogni cosa nasce da una ricerca
- Chi si occupa di contenuti sa dove le persone cercano informazioni perché sa ascoltare. Progetta collegamenti che hanno alla base conversazioni
- Le relazioni e la comprensione dell’altro senza sovrastrutture, quindi la ricerca dell’empatia sono elementi con cui il designer di contenuti si confronta continuamente
- Proprio come quando ci si prepara un buon martini, con il giusto mix di ingredienti, così quando si mette mano ai contenuti bisogna saper mescolare le proprie competenze, saper assorbire conoscenza, novità, tendenze, saper essere elastici
“Ascolto significa mettere in contatto il cliente col brand coi touch point e il motore di ricerca è uno di questi” @mc_lavazza #aday18
— simona sciancalepore (@lascianca) 4 maggio 2018
- Nel preparare una content strategy bisogna indagare l’universo delle persone, mappare le loro intenzioni, i loro sentimenti, i loro comportamenti
Le persone comprano per le loro ragioni, non per le nostre, Orvel Ray Wilson @caramagnetta
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