Sul mio canale Telegram ho consigliato un link che dice che leggere un libro è realmente una pausa per il nostro organismo: una pausa dagli schermi, dalle notifiche, dalle interazioni, prima di tutto, ma soprattutto una pausa in cui ci ritagliamo uno spazio di concentrazione. In vacanza è più facile mettersi in pausa. Concentrarsi su una storia. Lasciarsi risucchiare da un libro. Almeno per me. Anche se ogni volta al rientro mi impegno per non relegare uno dei miei passatempi preferiti alla sola estate. Purtroppo non sempre mi riesce.
Qui di seguito, in ordine sparso, l’elenco delle mie letture sotto il sole:
- Ho letto Le ragazze di Emma Cline e mi ha messo paura. È come se la protagonista non fosse mai andata via dal maledetto ranch e per un po’ ci ha portato anche me.
- Esercizi di memoria di Camilleri: piccole storie raccontate con grazia e ironia, facili da immaginare che mettono nostalgia per quando non c’era niente, si viveva con poco, si parlava di più.
- L’inverno di Frankie Machine mi è piaciuto da pazzi: il ritmo, i personaggi, lo stile, tutto.
- Un libro da regalarsi e rileggere mattina e sera per ricordarci che siamo un impero e che ci bastiamo: Milk and honey di Rupi Kaur, è un libro di poesie, delicato e forte insieme.
- Di Murakami 1Q84: ancora adesso guardo il cielo e ci vedo due lune. Un libro lungo, intenso a tratti ripetitivo, che sa di favola.
- Di Kent Haruf Canto della pianura quello che della trilogia m’è piaciuto di più. Così quotidiano, asciutto, tangibile.
- Invece Ragazze nella felicità coniugale di Edna O’Brien, non so, forse è l’unico che non rileggerei ecco.
- The hate u give di Angie Thomas ha quel tono che hanno i romanzi teen, che io adoro, si fa divorare e mi ha pure commossa.
- Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman è una bella storia con un personaggio ben disegnato.
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