Tra i libri che ho comprato di recente ce n’è uno che parla dell’essenzialità, si intitola Dritto al sodo: come scegliere ciò che conta e vivere felice. È un testo facile e anche molto ripetitivo, ma con un paio di riflessioni utili per i liberi professionisti su:
- quali domande farsi per organizzare al meglio il lavoro
- come aggirare il senso di colpa che è sempre in agguato.
Da dove inizio?
Evita la confusione
- allontanerà gli scocciatori
- scatenerà nuove domande
- mi darà il tempo per finire quello di cui mi sto occupando.
Basta una risposta automatica.
Nella posta elettronica ho predisposto una risposta automatica in cui spiegavo che sarei rimasto in “modalità clausura” finché non avessi terminato il libro.
Siamo circondati dal rumore e dalle distrazioni. Abbiamo bisogno di uno spazio per concentrarci. Di usare quel posto in modo strategico. Di prenderci del tempo per riflettere o per portare a termine un progetto ci aiuta a non andare nel panico, di tenere a bada la sindrome dell’impostore, di elaborare quello che succede intorno a noi. È un po’ come ritagliarsi del tempo di qualità con la famiglia.
Per distinguere il poco essenziale dal tanto trascurabile, ci serve uno spazio per evadere
Prenditi cura di te
Tirare la corda non paga. Fattelo dire da una che lo sa bene. E una volta che si rompe qualcosa, puoi aggiustarla certo, ma non sarà mai come quando era intera. Puoi sbatterci la testa, o cominciare domani con una buona e sana abitudine.
Proteggete il vostro patrimonio. Il nostro patrimonio siamo noi stessi. Il “patrimonio” maggiore di cui disponiamo per dare un contributo al mondo è noi stessi. Se non investiamo abbastanza su di noi, cioè sulla nostra mente, sul corpo e sullo spirito, danneggiamo proprio lo strumento che ci serve per dare il massimo.
Cambia prospettiva
Non è facile ascoltare davvero. Ci vuole pratica per sentire quello che gli altri non sentono. Per notare quello che agli altri sfugge.
Ma le cose interessanti, quelle succose stanno nei dettagli stonati, nelle anomalie, negli spigoli. Puoi scegliere se girare il mondo con le risposte in tasca o prepararti all’inedito. E vedere come va.
Tieni un diario
Se pensi di scrivere tutti i giorni condensa le cose da dire. Scrivi per punti, fai delle liste, scegli le cose davvero importanti. Tornare indietro ti darà il peso a prima vista di com’è andata davvero.
Cogli il “titolo da prima pagina”. Cerca il cappello della tua giornata, della tua settimana, della tua vita. Lì per lì è difficile vedere i piccoli passi avanti, ma con il tempo possono avere un effetto cumulativo enorme.
Niente paranoie
Dire di no
Chiediti:
“Se non mi fosse capitata questa opportunità, quanto sarei disposto a sacrificare per procurarmela? Se non fossi già coinvolto in questo progetto, quanto sarei disposto a darmi da fare per lavorarci?”
Cambiare prospettiva ti aiuta anche a trovare le domande giuste da farti e a sentirti sicuro delle tue scelte una volta che avrai dato le tue risposte. Così è più semplice dire no in modo risoluto, ma gentile. Dimenticarsi della paura di deludere o di far arrabbiare gli altri e aggrapparsi saldamente alle proprie ragioni.
Quando opponiamo resistenza in modo efficace, mostriamo agli altri che il nostro tempo è molto prezioso. È questo che distingue il professionista dal dilettante.
Piccola ricompensa, piccoli passi
È come con la dieta, se ti accorgi lungo la strada di perdere peso niente ti fermerà dal continuare.
Le ricerche mostrano che, tra tutte le forme di motivazione umana, la più efficace è fare progressi.
Premiati. Datti degli obiettivi vicini e misurabili e man mano che li fai tuoi festeggia.
Datti pacche sulla spalla e complimentati per la perseveranza, le capacità e i risultati.
Conquista la tua routine
Ripetere sempre le stesse cose ti semplifica la vita. La gente scambia la ripetizione con la noia, ma come dice Austin Kleon è la routine che ti permette di rendere la tua arte speciale.
Con la ripetizione, le connessioni tra i neuroni si rafforzano e per il cervello diventa più semplice attivarle. Il potere della routine nasce dalla capacità del cervello di delegare via via il controllo di un’azione, finché il processo non diventa del tutto inconscio. Ma c’è un altro vantaggio cognitivo. Quando l’attività mentale si sposta nei cosiddetti “nuclei della base”, nella mente si libera spazio utile per concentrarsi su qualcosa di nuovo.
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