Scrivo, mi dimentico cosa scrivo e finisco a chiedermi se l’ho scritto io. Se non prendo appunti mi dimentico quello che ho pensato mentre lo sto pensando.
La gente della mia età non sta bene o se sta bene ha i genitori che non stanno bene. Siamo spesso stanchi, ma facciamo cose, solo che pensiamo ancora di poterne fare di più.
L’hangover poi lo sentiamo tutto, per giorni e continuiamo a ripeterci che non ci conceremo così mai più. E invece ci riproviamo sempre.
Ciclicamente a turno ripeto il mio bollettino medico ad amici e parenti, alle volte mi annoio da sola. Dovrei farci un canale, ho detto una volta, qualcuno mi ha preso sul serio. Magari un giorno lo farò davvero.
E da “lavorare e vivere vecchi” il canale telegram che @marcobrambilla mi ha suggerito di aprire con ogni giorno un #bollettinovecchiaia la mia contrattura alla schiena vi saluta. Forse per oggi è tutto.
— simona sciancalepore (@lascianca) 22 novembre 2018
C’è solo una persona che rassicuro spesso ed è mia sorella. Ha paura che da un momento all’altro diventi saggia e compita. Che smetta di ballare all’improvviso, di mangiare dalla pentola, di usare due calzini diversi perché hanno divorziato senza dirmelo, di svegliarmi la mattina e di voler tornare a dormire.
Cambia tutto dopo una certa. Tranne le certezze che fanno di noi noi.
Iscriviti alla mia newsletter