Vertigine della lista è un libro di Umberto Eco. Questo libro raccoglie un’antologia di brani e immagini che hanno come protagoniste liste ed elenchi.
Che cos’è la lista? È una messa in forma del contenuto, è una rappresentazione artistica, è l’esplorazione di un’intuizione. La lista dà il senso dell’immensità e dell’inesattezza, si espande verso l’infinito e la soggettività. Ciò che ne esce resta parziale.
Una lista di immagini ha l’unica differenza rispetto a quella scritta di essere delimitata da una cornice. Per il resto le liste si assomigliano fra loro: sono fatte di parole, immagini e ritmi.
Le liste hanno in sé qualcosa di “indicibile”: quello che l’autore non riesce a dire lo accenna in forma di elenco lasciando al lettore la possibilità di immaginare il resto.
Gli elenchi sono un’infinità di cose insieme, sono collezioni: chi non ha mai collezionato qualcosa? Raccontano di luoghi, individui e cose.
Umberto Eco divide le liste in due tipi: quelle pratiche e quelle poetiche. Quelle pratiche sono:
- referenziali
- finite
- non alterabili, cioè non si possono aggiungere cose che non si sono effettivamente osservate
Quelle poetiche hanno invece una finalità artistica. Con le liste pratiche nominiamo una serie di oggetti in un contesto, anche se difformi, rientrano in uno stesso progetto o in uno stesso luogo. Ma anche se rientrano in uno stesso punto di vista o in uno stesso contesto la forma che prendono in una lista non è né attesa, né dovuta. La lista è imprevedibile come lo è il pensiero.
Tipi di liste
Un’altra forma d’elenco è l’accumulazione: sequenze di parole abbinate perché appartengono alla stessa sfera concettuale, enumeratio. Altre forme d’elenco sono:
- La congerie è una forma di accumulazione: una sequenza di parole o di frasi che significano la stessa cosa, ma sotto diversi aspetti.
- L’anafora invece è la ripresa della stessa parola all’inizio di ogni frase o di ogni verso.
- L’asindeto è un elenco di parole senza congiunzioni a cui s’oppone il polisindeto.
Tassonomia e lista
Istituire una gerarchia nella lista sta alla poetica dell’autore: i criteri classificatori sono soggettivi o immaginari e fanno sembrare a volte le liste elenchi di informazioni sconnessi. Le liste collezionano lo straordinario e l’inaudito, le camere delle meraviglie i gabinetti di curiosità, reperti stupefacenti, repertori scientifici.
La tassonomia riguarda l’infinità di proprietà attribuibili allo stesso oggetto, un sistema di classi e sottoclassi. La definizione per proprietà si usa quando l’essenza delle cose non è sufficiente a descriverle. Ecco le liste di proprietà: non ad albero, ma a rizoma in cui ogni punto può essere connesso con qualsiasi altro punto, diventando linee di connessione.
Un rizoma è smontabile, rovesciabile, non ha centro e non è gerarchico, non è lineare. Dove le liste definiscono l’essenza, la tassonomia le relazioni, l’inedito.
Il modello della metafora come modalità di scoperta di relazioni ancora inedite tra i dati del sapere: si tratta allora di costituire un repertorio di cose note percorrendo il quale l’immaginazione metaforica possa scoprire relazioni ignote.
Emanuele Tesauro – Cannochiale aristotelico
Coerenza o incontinenza?
Le liste le puoi usare per eccesso per deformare e amplificare un concetto o per trasformare, mettere in forma, conoscere. Le liste possono essere coerenti, omogenee o caotiche, incontinenti, casuali, disordinate. Possono essere congiuntive o disgiuntive.
Una enumerazione congiuntiva riunisce cose anche diverse dando all’insieme una coerenza in quanto viste da uno stesso soggetto o considerate in un medesimo contesto, al contrario l’enumerazione disgiuntiva esprime una frantumazione, una sorta di schizofrenia del soggetto che avverte una sequenza di impressioni disparate senza riuscire a conferire loro alcuna unità.
Umberto Eco – Vertigine della lista
La lista allora è un modo per rimescolare il mondo e trovare nuove relazioni, significati lontani dal senso comune, suggerire cataloghi di informazioni, combinazioni di intenzioni con cui osserviamo il mondo sfidando l’insiemistica e la razionalità.
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