Ci sono due cose che ripeto fino alla nausea, a me stessa e nei corsi. Due cose che c’entrano con lo scrivere, anche se non sembra. Due cose, una ha a che vedere con gli occhi, l’altra con le orecchie.
Cosa ti fa vedere?
Come suona il tuo testo?
Calvino (sempre sia citato) parla de “il potere di mettere a fuoco visioni ad occhi chiusi”. Com’è organizzato il testo sulla tua pagina? Dove ti porta? Cosa ti fa desiderare di nuovo? Cos’altro vorresti leggere?
L’atra cosa invece è il come suona. Sì perché anche se non leggi ad alta voce, le parole risuonano nelle tue orecchie. Hanno una voce, un’intensità, un rumore di fondo. Quelle parole zoppicano o filano via lisce, balbettano o si rincorrono a macchinetta. Passeggiano allegre o si trascinano fiaccamente.
Fare attenzione al suono che hanno, far caso alla melodia dei testi scritti, punteggiatura compresa, respiri inclusi, aiuta a scrivere meglio.
Tutto questo perché la parola prima che essere scritta è immaginata.
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