Succede se tu e lei (sì nel mio caso era una lei) avete voglia di giocare un po’. Perché se la testa non la perdi almeno in parte, puoi solo appiccicare una parola all’altra e sempre un accrocco è. Ma se fai un corso di scrittura creativa con una brava, che ha voglia di giocare e ti regala parole, gesti e spunti, allora succede che una sera, dovresti lavorare, ma stai friggendo.
Ci sono le parole che ti si stiracchiano dentro non ti lasciano in pace. Prima una, poi due, poi tre. Vogliono tutte uscire. Farsi i fatti loro. Ci sono gli esercizi che tenendosi per mano fanno il trenino, raggiunti dalle idee, che fanno un due tre stella.
E dal corso sai che se c’è un’idea in giro la devi catturare e scrivere, che altrimenti quella se ne va e non la rivedi più.
A me sono successe tutte queste cose insieme una sera d’estate, qualche giorno dopo un breve seminario di scrittura creativa, che avevo fatto per divertirmi un po’, pensando che era tanto, troppo, che non scrivevo per me.
Allora è successo che ho aperto il blog e ho infilato un post dopo l’altro, coi titoli, le immagini e pure un pizzico di seo. E non mi sono fermata fino a che non erano tutti salvati e in bozze, al sicuro.
A quel punto ho ringraziato il corso, gli esercizi, la sensazione che avevo avuto che fosse il momento giusto per (ri)farne uno, il divano nuovo e il sonno che s’era preso mio marito invece di mettermelo lì per scegliere tra lui e la creatività.
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