Sto facendo ordine fra gli appunti. Ne ho di bellissimi, sparsi in ogni anfratto. Ogni tanto saltano fuori perché ci inciampo sopra o mi finiscono addosso ed è una bella sorpresa comunque.
Questi sono gli appunti che ho preso durante un workshop di scrittura creativa con Camilla Baresani. Era fra i corsi a pagamento proposti per la formazione obbligatoria dall’Ordine dei giornalisti di Milano.
La fantasia
Chissà perché la fantasia la immaginiamo con un abito a pois e le trecce, o col codino di un coniglio e la tutina di un super eroe, la fantasia la sogniamo colorata, eccentrica, giocosa.
E invece questo workshop mi ha ricordato che la fantasia serve anche per scrivere un pezzo di sola verità, serve a catturare il lettore perché non si annoi. La fantasia apre mondi nuovi, così anche un articolo può essere un esercizio di bella scrittura sviscerato con fantasia.
Scritto è meglio che perfetto
Se c’è una cosa che ho imparato nel sentir parlare gli scrittori è che un pezzo è sempre migliorabile. Non esiste qualcosa che non si possa ripulire, rimaneggiare, riscrivere ridandogli un ritmo nuovo.
Leggere poi, leggere ad alta voce, leggere bene, vedere fra le righe è un modo per capire cosa non funziona.
Impara, quando leggi, a chiederti:
- Com’è costruito?
- Che lessico usa?
- Che vocabolario?
- Che ripetizioni?
- Quali tempi verbali?
- Quale persona?
Leggere è il primo esercizio da fare per imparare a scrivere bene. Leggendo di più e sempre cose diverse puoi lavorare sulla pulizia della frasi.
Scrivere un articolo è arredare una stanza, scrivere un libro è costruire una palazzina tutta, sei un ingegnere, sei l’architetto, l’arredatore, sei la casalinga che passa l’aspirapolvere. Il risultato è una tua responsabilità.
Non è solo il tono di voce
Si parla spesso del tono di voce, ma non è l’unica cosa a cui fare attenzione. Ci sono anche stile e forma. Gli spazi bianchi contano quanto le parole.
Nelle parole ti ci devi riconoscere. Devi venire fuori tu, col tuo stile e col tuo tono. Allora lascia degli a capo nella pagina e fai spazio. Se scrivi a mano quando trascriverai le tue parole su un file word, impaginandolo noterai cose diverse. Vedere quello che hai scritto da un’altra prospettiva magari te lo farà riscrivere.
Concentrati sulla tua voce, che ha un valore, sempre. Dice che tipo di scrittore sei e quanto sei credibile. Dimmi che persona sei su carta?
La solita solfa, si fa per dire
Che tu voglia scrivere un articolo o un romanzo le cose da fare sono le stesse. Intanto scrivi. Le parole vengono se ce ne sono altre a tirarle fuori. Poi:
- immagina, lasciati circuire dal panico, scrivi, annoiati, strappa, cancella, riscrivi, ignora te stesso e vai avanti.
- Cerca l’incongruenza, affonda nei tuoi incubi, racconta le cose di cui ti vergogni, crogiolati nei tuoi fallimenti.
- Fai delle interviste e insisti per tirare fuori le contraddizioni degli intervistati.
Se non sai dove cominciare scrivi della tua famiglia. Racconta le storie che ti attraversano un poco alla volta. Ciò che ti succede è tuo e puoi farne quello che vuoi.
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