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A proposito della curiosità

Ho partecipato a un workshop con tre dei miei miti: Robert Walker, Steve Portigal  e Austin Kleon. Non ho interagito con nessuno dei tre, ma ho pensato che se non fosse stato per internet una cosa così non sarebbe potuta succedere.

Lo teneva Robert Walker e si parlava di curiosità. Di come la curiosità accenda leve imprevedibili nelle persone, basta stuzzicarla. Di come grazie alla curiosità possiamo fare esperienze imprevedibili e arricchenti.

Il workshop partiva da questo video:

Tu che tipo sei? Sei più quello timido che si avvicina per allontanarsi più in fretta? Quella che ne tiene traccia con una foto? O la persona che si lancia e accetta la sfida? Io spesso sono stata tutte e tre. Ma mi riprometto di essere di più quella che si lancia.

Perché?

Perché la curiosità facilita l’interazione tra le persone, aumenta l’empatia e la compassione, integra persone diverse, ci fa scoprire l’innovazione che era dietro l’angolo.

Peccato per quello che Robert Walker ha chiamato il paradosso della curiosità: spesso dobbiamo darci il permesso di essere curiosi perché altrettanto spesso giudichiamo la curiosità.

Quanti modi ci sono invece di incoraggiare le persone alla creatività? Tanti. Si comincia facendo caso alle cose che abbiamo sotto il naso.

Si può praticare la curiosità al lavoro con i colleghi o con i clienti? Sì, a volte basta cominciare con un what if.

Ecco un assaggio… 😀

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