Categories fatti mieiScrivere

Cosa è andato storto, cosa no

Lo fai anche tu di dividere il foglio in due, dare un titolo a ognuna delle due parti, e stendere l’elenco dei pro e dei contro di una cosa? Credo di averlo fatto la prima volta per il ragazzetto per cui mi ero presa una cotta, ma che piaceva anche alla mia amica per poi lasciarlo perdere. Di averlo rifatto per scegliere l’Università, e per un sacco di altre cose. Poi finisce che le decisioni le prendo comunque di pancia, ma fissare delle cose su un foglio mi aiuta. Dico sempre di farlo anche alle mie amiche quando sono in crisi, Tiger vende un block notes con le pagine divise in due da una riga.

Allora cosa è andato storto e cosa no del mio 2017?

  • La cosa che è andata peggio è la salute. Ho fatto su e giù dalle montagne russe che ogni tanto mi chiedo davvero come resisto, come?
  • Poi c’è che da gennaio a marzo ho dovuto ripigliarmi dall’aver rifiutato un cliente su cui avevo già fatto i conti
  • All’ultima edizione del Corso di pensieri scritti coi feedback ho fatto un pasticcio
  • Ho letto poco e questa cosa mi fa mordere le mani fino ai gomiti, mani che invece uso per tenere in mano il cellulare, mannaggia a me.

Le cose belle invece hanno allungato la colonna.

E tra le prime ci metto che sono meno orso e provo ad espormi di più. E infatti ho più amici. Anche amici con cui lavoro, che per me è bellissimo.

Ho accettato solo lavori che mi piacevano o perché mi piaceva chi mi proponeva il lavoro.

Ho lavorato soprattutto con il passaparola che è come avere sempre delle belle recensioni.

Ho fatto il Corso di pensieri scritti e voglio rifarlo ancora e ancora e dentro al corso c’è tanto di me.

Ho trovato sempre il tempo di muovermi senza togliere tempo al lavoro.

Ho sperimentato, improvvisato ma senza ansie.

Ho acquisito consapevolezza, e me ne vanto.

Ho scritto di più per me e per gli altri, e vorrei scrivere ancora di più, ma è stato un buon ri-inizio.

Ho condiviso quello che so e ho provato a raccontarlo.

Ho spento e riacceso quando non mi veniva in mente niente, senza paura.

Anche nei periodi vuoti mi sono mossa. Ho studiato tanto, ho preso i crediti dell’Odg, ho fatto sport.

Ho usato meno i social che mi distraggono, mi imbruttiscono, mi annoiano. E fatto più pranzi, cene, caffè, merende, speech.

Ho usato tanto i post it e l’agenda, sempre la stessa da tre anni, la moleskine piccola settimanale con la copertina morbida, e l’ho stra scritta.

Ho disegnato, uhm, ho pasticciato suona meglio, che il disegno è altro.

Ho avuto un sacco di idee, alcune le ho seguite altre le ho abbandonate poco dopo a seconda delle priorità che avevo ben chiare.

Ho avuto più giorni di buonumore che di cattivo.

Non ho dovuto rincorrere quasi nessuno per pagamenti o cose così.

Ho fatto tutto quello che avrei voluto? No, purtroppo no. Ci ho lavorato su? Sì, ma posso migliorare. Ho grandi piani per il futuro? Assolutamente sì. Direi che nel 2018 parto da qui. Dalla linea che ho tracciato quest’anno. Vediamo in quale parte del labirinto porta.

 

[Foto credit: https://pastelpad.com]

Iscriviti alla mia newsletter