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cose che faccio, che non facevo

  • accantonare un libro, salvo poi riprenderlo o abbandonarlo per sempre
  • comprare la 44 invece di lamentarmi che la 42 mi va stretta
  • evitare la carne, è faticosissimo per me che faccio del salame il mio salvavita del preciclo ma ci sto provando (non è per etica è solo che quando gli sto lontana sto meglio)
  • tornare sui miei passi, è capitato
  • non vergognarmi perché leggo la Kinsella
  • lo sport tutti i giorni
  • la colazione o una cosa simile
  • misurare il tempo in programmi radio e podcast, in passi, passeggiate, volte che metto e tolgo lo smalto, tempo di utilizzo dell’iphone
  • ascoltare radio e podcast (lo facevo, poi ho smesso, poi ho ripreso)
  • evitare di guardare quello che fanno quelli che fanno il mio lavoro e fare confronti
  • mettere il rossetto che ho comprato
  • spegnere la testa sui social
  • montarmi d’ansia tra il prenotare e il fare visite mediche
  • dire no agli amici (mi costa uno sforzo pazzesco, ma non mi costringo più a fare cose solo perché me lo chiede un amico)
  • pensare di più a come e con chi uso il mio tempo
  • leggere i libri che ho comprato prima di comprarne altri
  • ringraziare, fare i complimenti, dire ad alta voce se una cosa o una persona mi piace
  • pensare spesso a quanto sono brava a volte e darmi dei pat pat allo specchio
  • ripetermi che ce la posso fare anche quando sembra che no
  • rimandare come sistema di vita
  • rispettare i miei limiti fisici

Per ognuna di queste cose mi ci è voluto un pensiero, una riflessione, un momento per capire perché lo facevo e perché poteva essere utile non farlo più. Non è mai facile decidere che una cosa che sei abituata a fare non va più bene per te.

Il 2018 ha messo in discussione le mie giornate tutte, il mio modo di essere e quello di immaginare il mio futuro. Non mi ha tolto più di quello che mi ha dato, ma non è stato un anno leggero, facile, malleabile, nemmeno economicamente positivo. Se non stai bene, lavorare è complicato.

Resta che quando tiro la linea per fare i conti la vocina che c’è in me mi ripete solo quanto sono fortunata, che ho imparato tanto e che non mi sono tirata indietro mai. Se il grosso l’ho fatto da sola, non ce l’avrei fatta senza Pier, la mia famiglia, e gli amici che si son messi a fare il tifo.

anche quest’anno ho pensato di aver avuto un gran culo nella vita, e che starmene seduta qui a mettere in fila parole e scervellarmi è il minimo che possa fare per ripagarla #sfangarla2018— elena stancanelli (@elenastanka) 31 dicembre 2018

Che anche questo 2019 sia col sorriso sulle labbra e la penna in mano a mo’ di spada.

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