Ho imparato una cosa, una cosa importante che ho sempre trascurato. Forse ne ho imparate due. Ma una delle due è una scoperta recente.
Ho imparato che se le cose le fai bene, ma non le sai raccontare è come non farle. E adesso ti dico anche quando e perché me ne sono accorta.
Fatti le domande giuste
Ho fatto un lavoro per un cliente, questo cliente un sito l’aveva già, ma non era utile ai suoi obiettivi. Tanto che aveva smesso di aggiornarlo.
La prima cosa che ho fatto è stato fare un sacco di domande, sugli argomenti specifici e sugli obiettivi del sito e del cliente. Fare un sacco di domande aiuta
- a organizzare i contenuti e le pagine
- a focalizzarsi sulle cose che non possono mancare.
Dalle risposte alle domande è venuto fuori un nuovo albero dei contenuti. Delle nuove pagine, dei contenuti più approfonditi. Dalle domande emerge anche il perché le cose che c’erano prima non funzionavano, le specificità del cliente, i desiderata.
Insomma le chiacchierate fanno bene.
È successo che quando siamo andati online, pur con delle cose ancora da rifinire (i tempi erano stretti), il cliente ha voluto che presentassi a tutti il lavoro che avevo fatto. E diversamente dal solito, al posto di far vedere solo il sito e parlarne insieme, ho deciso di raccontare tutto il processo. Quello che avevo fatto dal nostro primo incontro alla messa online.
Non trascurare niente
Ho spiegato ogni singola scelta, in breve, ma l’ho fatto. Ho spiegato che ogni passaggio non era casuale, ma frutto di un pensiero o di un bisogno che era emerso durante la mia ricerca. Ricerca che comincia quando il cliente e io ci incontriamo.
Ho raccontato che:
- le interviste mi aiutano a indagare gli obiettivi del committente e i bisogni degli utenti
- l’inventario mi aiuta a mappare i contenuti esistenti
- il documento di analisi mette a fuoco lo scenario, il contesto in cui ci muoviamo
- altre domande stabiliscono i punti di forza e l’unicità del cliente, ma anche il tono di voce e lo stile che ha nel fare le cose.
Mix & match
Solo alla fine ho mostrato il sito. Ma anche se non l’avessi mostrato era già chiaro a tutti cosa avevo fatto fin lì, quanto i contenuti siano la ciliegina sulla torta, quella che metti alla fine per abbellire il contesto. Contesto che è buonissimo solo se hai scelto gli ingredienti giusti, se li hai selezionati e li hai saputi misurare bene.
Qualcuno si è anche accorto che il suo sito non era stato costruito nello stesso modo, facendosi le domande giuste e chiacchierandoci su. E prendendosi la briga di venirmelo a dire ha fatto di me una persona felice, che ha capito che raccontare bene le cose ti porta a farne di nuove e a farle sempre meglio.
L’altra cosa che ho imparato (ma su questa ci lavoro da un po’) è che le relazioni con le persone e quindi con i clienti, le devi innaffiare. Ma questa cosa te la racconto in un altro post.
[Foto credit: https://pastelpad.com]
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