Cosa sto facendo della mia vita? È una domanda che mi sono fatta spesso negli ultimi mesi. Dopo anni di lavoro come freelance nella comunicazione digitale e con una laurea fresca in psicologia, sono in una fase di transizione. E va bene così.
stare nell’incertezza
Ho capito che sentirsi confusa è un invito a fermarmi e ascoltarmi. L’incertezza fa parte del cambiamento. Non è comoda, ma può essere fertile. La realtà è fatta di tentativi, pause e deviazioni. E io sto imparando a starci dentro.
In questo momento sto dando priorità al mio benessere mentale. Medito, scrivo, cammino, vado in palestra. Mi prendo cura di me per fare spazio alla chiarezza. Non è tempo perso: è tempo necessario.
Ma anche progetto e studio: cerco la motivazione in quel che mi piace, provo ad approfondire la mia visione. Ne parlo con gli amici e con gli sconosciuti. Credo nel potere delle connessioni, nella forza del dialogo.
Cerco di non attaccarmi troppo ai dettagli. Voglio restare aperta alle sorprese, alle deviazioni, alle opportunità che non avevo previsto, senza ignorare le mie competenze e i miei valori.
cambiare è naturale
Non è la prima volta che cambio direzione e forse non sarà l’ultima. La mia carriera non è mai stata lineare, e oggi più che mai sento che va bene così. Voglio crescere, evolvere, esplorare. Sto cercando di non farmi travolgere dall’ansia del “grande cambiamento”. Ogni giorno faccio qualcosa: aggiorno il CV, rispondo a una mail, scrivo un post. Sono piccoli gesti, ma mi aiutano a restare in movimento.
Non ho tutte le risposte. Ma ho voglia di cercarle. Sto imparando a stare nell’incertezza, a fidarmi del processo, a lasciarmi sorprendere, a usare le domande che mi faccio.
Va bene non sapere tutto. Va bene stare qui.
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