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la vita è (quasi) sempre insensata

Voglio sentire come ha fatto una ottantenne a passare la vita nell’anonimato, continuando a fare arte e trascorrendo un’esistenza felice.


Austin Kleon, Tieni duro! – Vallardi

Questa frase mi si è ficcata in testa. Voglio essere anch’io una di quelle persone che si cura di crescere cercando di diventare durevole. Così mi son detta perché non leggere l’autobiografia di Woody Allen che sta sul mio comodino da mesi? Non è un anonimo ottantenne, ma è comunque uno che ha fatto dei nonsense della sua vita dei film piuttosto riusciti.

Complice il suo ultimo film, Rifkin’s Festival – viva sempre i cinema all’aperto e qualsiasi cosa si possa replicare anche all’aperto – ho divorato A proposito di niente in un paio di giorni. Questo è quello che ho imparato:

  1. Tra le cose che dice la mamma ce n’è quasi sempre una saggia, la sua diceva che “Quando c’è la salute c’è tutto, essenziale come un biglietto in un biscotto della fortuna, ma più profonda di gran parte del pensiero occidentale”.
  2. Non serve essere un intellettuale, ma avere un look, un’aura particolare aiuta. “Avrete capito che non sono un intellettuale , ma anche che sono una persona da evitare ai party. Non ho né intuizioni geniali, né pensieri elevati, non capisco la maggior parte delle poesie più complesse della Vispa Teresa. Certo, porto un paio di occhiali con la montatura nera, e suppongo che siano loro a tenere viva questa leggenda, in combinazione con il talento di appropriarmi di testi eruditi che vanno al di là della mia comprensione ma che possono essere usati nel mio lavoro per dare l’ingannevole impressione di essere più colto di quanto non sia”.
  3. Mai smettere di fare le cose che amiamo anche se ci vengono uno schifo. “Stretto tra il mio amore per la musica e i miei limiti tecnici, se voglio suonare non posso permettermi la vergogna”.
  4. Vedere in ogni situazione un brulicare di possibilità. “Al risveglio, le tende della camera da letto si aprono e i miei personaggi vedono i grattacieli di New York che brulicano di possibilità”.
  5. Il processo è tutto, la via, il cammino, il resto è noia. “La cosa divertente quando si gira un film, è il fatto di realizzarlo, l’atto creativo… Ai giovani filmmaker consiglio sempre una cosa: lavorate a testa bassa. Non distraetevi. Concentratevi e godetevi il lavoro. E se non siete capaci di godervelo, fate qualcos’altro. Non lasciatevi influenzare. Sapete se quello che avete in testa è divertente e quali sono i vostri obiettivi. Non serve che sappiate altro. Avete un’idea? Cercate di realizzarla tutto qua. Se invece pensate di avere fallito, cercate di fare tesoro della lezione e la prossima volta provate a fare di meglio”.
  6. Tenere sempre in tasca qualche buona regola di scrittura e farla propria. “Mai far dire al personaggio qualcosa che suona innaturale solo per arrivare alla battuta che hai in mente; non scrivere mai una scena isolata dal contesto; non scrivere mai quando sei malato, altrimenti la pagina sarà priva di energia”.
  7. Smettere di pensare che l’erba del vicino è sempre più verde, ma augurarsi d’esser bravi tutti. “Non essere mai competitivo. Bisogna tifare per il successo dei tuoi colleghi, dato che c’è posto per tutti”.
  8. Fidarsi del proprio intuito, se abbiamo una buona sensazione probabilmente è vera. “La verità è che le critiche non mi tangevano. Ma questa è anche la mia fortuna. Bene o male che sia, vivo in una specie di bolla. Non mi considero superiore o distaccato, né ho un’opinione particolarmente elevata di quel che faccio. Seguo il mio giudizio e non mi va di sprecare tempo prezioso in cose che possono diventare facilmente una distrazione”.

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