Le cose di politica mi piacevano anche prima di House of Cards. La mia tesi si intitolava Il teatro come arte politica mica per niente. Adesso che sui candidati ci fanno gli speciali montati come una serie tv non riesco a non guardarli. Dentro ci sono un sacco di spunti interessanti lato scrittura e lato public speaking. Li guardo per capire la genesi dei discorsi pubblici, li guardo per osservare come cambia il corpo insieme a loro.
Macron per esempio, nel documentario Macron dietro le quinte di una vittoria, quando capisce che ce la può fare, smette di stare a braccia conserte tutto teso in viso e comincia ad aprirsi e a sorridere.
Di questo documentario mi son segnata tre cosette, anzi quattro, che non c’entrano con scritture e discorso pubblico, ma sono utili nel lavoro in generale, qualunque esso sia. Anche questo è il bello della politica, quel suo saper essere universale.
Dicevo mi son segnata quattro parole:
- l’importanza della squadra: scegliersi le persone giuste è fondamentale. Che siano il marito, gli amici, i collaboratori o i clienti non è importante, purché sia gente capace, che si fida di te, che sa dirti di no, con cui parlare insomma.
- la gentilezza è un valore, dice molte cose di te e in coppia con la disponibilità fa la differenza. Essere aperto al confronto, essere disposto a fare un passo indietro o uno in avanti per parlare con la gente, capire perché sta lì, cosa vuole, cosa ti chiede. Stringergli la mano, coinvolgerla o semplicemente spiegarti dà il peso di che persona sei.
- prepararsi: rimettersi a studiare, essere pronti a imparare sempre cose nuove, ripetere, non farsi beccare impreparati è utile a te e a chi ti sta intorno, ti permette di improvvisare, ma anche di non perdere mai il filo di dove sei e dove vuoi arrivare.
- crederci perché se non ci credi tu non lo faranno gli altri. Non è la tua bella faccia, né i tuoi modi, né l’idea che si ha di te, è l’entusiasmo che ci metti, è la caparbietà, è il fatto che non mollerai, che ci proverai fino alla fine. È che ci credi e non farai altro almeno fino a che non sarà game over.
Un bel reportage, un ottimo backstage, musica a parte, ma questa è un’altra faccenda.
Ps. A proposito di Macron hai notato come teneva le punte dei piedi in su nella camminata in piazza del Louvre prima del discorso della vittoria?
Iscriviti alla mia newsletter