Categories Repertorio

le parole che risuonano

Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza…

Nanni Moretti, Caro diario

A me questa cosa di tornare a fare le cose mi fa andare la testa, a te? Per questo ringrazierò sempre Milano d’essere una città piena di cose da fare, magari non a buon mercato, ma piena di cose.

Così un paio di settimane ho avuto il piacere di ascoltare Nanni Moretti leggere i diari di Caro Diario, prima della proiezione della versione restaurata del film.

Ci sono tre cose che mi sono rimaste impresse:

  1. la sindrome dell’impostore che non risparmia nessuno, nemmeno lui
  2. il ritmo della lettura, che è una cosa che apprezzo e che mi fa pensare sempre di più a quanto le parole debbano anche risuonare oltre che essere calzanti
  3. che sbagliare è umano anche se non ce l’hanno insegnata proprio così. In Caro Diario le musiche non doveva farle Nicola Piovani, salvo poi capire che lui fosse quello giusto e non l’altro.

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