Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre d’accordo e a mio agio con una minoranza…
Nanni Moretti, Caro diario
A me questa cosa di tornare a fare le cose mi fa andare la testa, a te? Per questo ringrazierò sempre Milano d’essere una città piena di cose da fare, magari non a buon mercato, ma piena di cose.
Così un paio di settimane ho avuto il piacere di ascoltare Nanni Moretti leggere i diari di Caro Diario, prima della proiezione della versione restaurata del film.
Ci sono tre cose che mi sono rimaste impresse:
- la sindrome dell’impostore che non risparmia nessuno, nemmeno lui
- il ritmo della lettura, che è una cosa che apprezzo e che mi fa pensare sempre di più a quanto le parole debbano anche risuonare oltre che essere calzanti
- che sbagliare è umano anche se non ce l’hanno insegnata proprio così. In Caro Diario le musiche non doveva farle Nicola Piovani, salvo poi capire che lui fosse quello giusto e non l’altro.
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