Ci sono cose che stanno bene insieme, che si abbinano bene, che si completano, ma sono anche indipendenti fra loro come, che ne so, riso e piselli. Sono giorni che ci penso e alla fine per me è come un’illuminazione: testa, movimento e scrittura funzionano come il riso e piselli. Ci ho messo un po’ a capirlo, prima esplorando ogni ambito separatamente, ora lavorandoli tutti e tre insieme.
C’è feeling tra i tre. Sia che vadano assieme, sia presi uno alla volta.
Mente, corpo e scrittura hanno una relazione, se la intendono. E a furia di osservarle come si fa con le coppie che stanno insieme, ma tu non capisci perché – cioè stando in fissa – ho capito cos’è che li tiene insieme. Ed è la parte più profonda di noi.
La voce. La nostra voce. Quell’emissione sonora, e cito il vocabolario, tipica dell’uomo. Quella parte esposta e insieme intima con cui ci esprimiamo. Quella cosa che teniamo alta quando vogliamo l’attenzione di tutti, e che facciamo sparire quando cerchiamo l’invisibilità.
La nostra voce, diciamo. Lo diciamo per spiegare chi siamo, per raccontarci, per mettere a nudo la nostra personalità. La voce, l’abbiamo anche quando stiamo zitti. E persino quando scriviamo. Gli diamo un tono poi, quando leggiamo. La voce è una cosa esclusiva, delicata, spesso sincera, compromettente.
La voce arriva dalla mente, passa attraverso il corpo, si ferma sulla carta per poi ritrovarsi di nuovo nel corpo, mentre leggiamo.
Quando scriviamo per noi stessi, senza badare alla qualità di quello che scriviamo, ci diamo voce. Prendiamo del tempo per ascoltarci. Ci diamo un volume. Ecco perché scrivere fa così bene, scrivere a mano i propri pensieri è un modo per prendere dello spazio per sé e darci fiducia, starci a sentire.
Quando non abbiamo voce ci viene in soccorso il corpo.
- Attivare il corpo muove le parole che sono incastrate in noi, quelle che abitano silenziosamente la nostra mente
- Mettere su carta le parole che avevamo dentro aiuta a ridefinirci
- Leggere ad alta voce le cose che abbiamo scritto ci restituisce voce, dignità.
Così da essere di nuovo in noi.
Ci sono tante voci
nelle nostre giornate,
sono tante e diverse,
vanno tutte ascoltate.
Sono le nostre voci
che dicono parole
l’una legata all’altra:
non sanno stare sole.Elio Pecora
(È uno stralcio dalla poesia “le voci”, è molto bella tutta).
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