Chi di voi vuole fare lo scrittore? È cominciato così il workshop di Domenico Starnone, io non ho alzato la mano – so che te lo stai chiedendo – non voglio fare la scrittrice, voglio solo scrivere e raccontare.
L’invenzione disegna il mondo che sta arrivando
Orlando Furioso
Allora ecco cos’ha detto al workshop Fare storie:
- Chi scrive non inventa, tutto ciò che scrive è vero, è il patto autobiografico, anche quando inventiamo attingiamo dalla nostra esperienza
- Qualsiasi scrittore ha la necessità di essere creduto. Lo scrittore inventa, vuole essere creduto e ci deve credere, deve credere per primo alla propria storia
- Chi scrive sceglie una via plausibile e ci dice qualcosa di più del suo modo di guardare il mondo: ciò che l’invenzione racconta è la sua verità. Inventare lo aiuta a dire molta più verità di quello che direbbe senza inventare
- Per cominciare basta avere qualcosa di vago in mente, non ascoltate chi vi dice di lasciar perdere. Scrivere è seguire una spinta interiore, la spinta interiore assicura che tu abbia un bisogno, un’urgenza
- Il tempo della scrittura diventa il tempo della storia che scorre, al punto di dimenticarsi di sé
- Raccontare significa catturare un movimento, mettere in parole le persone che agiscono
- Le cose che raccontiamo hanno a che fare con la grammatica, la sintassi, un buon corredo verbale e la seduzione: non lasciare che le parole prendano il sopravvento sul senso
- Aggiungere serve per abbozzare, togliere è meglio
- La condizione di chi scrive veramente è simile alla tragedia personale: lo scrittore fallisce sempre rispetto al suo bisogno di scrivere
- Non esiste scrittura che non sia stata riconosciuta se è buona.
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